Domande da non fare al recruiter in fase di colloquio

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Domande da non fare al recruiter in fase di colloquio: quali e perché.

Quali sono le domande da non fare al recruiter in fase di primo colloquio?

E quali, invece, è meglio non domandare assolutamente?

Andiamo con ordine.

Inanzitutto devi tenere sempre bene in mente che la selezione avviene in più fasi, così come in una partita di calcio o di basket dove ci sono due o più tempi. Questo è importante ricordarlo perché molti candidati si sentono in dovere di fare tutte le domande possibili già all’inizio del processo di selezione (non volendo “perdere tempo” o per paura di non essere ricontattati)

In realtà ci sono domande da non fare al recruiter in fase di primo colloquio.

Una di queste sono le domande sullo stipendio e sui benefits.

Con questa domanda stai dando per scontato che il posto è tuo. Il messaggio che stai inviando in questo caso è: “Conto solo io e non ho tempo da perdere con voi”

Le aziende spesso (ma non sempre ahime!) lo indicano nell’annuncio o chiedono loro stessi in fase di colloquio qual è la RAL conseguita o desiderata dal candidato. Quindi aspetta che sono loro per primi ad affrontare questo argomento. Potrai chiedere invece a livello più generico se cercano persone con esperienza o junior e se hanno già un’idea su quali saranno i termini di inserimento.

Non mi fraintendere: è un tuo sacrosanto diritto conoscere i termini e le condizioni della retribuzione ma evitare di “toccare” l’argomento prima che lo faccia il selezionatore può metterti nella condizione di concentrarti di più sulla volontà di dimostrare che sei tu il profilo migliore rispetto ad aspetti più utilitaristici.

Un’altra domanda che è meglio non porre in fase iniziale di selezione è:

Quali sono gli orari? Dovrò fare tardi la sera?

Sgombro il campo da possibili dubbi anche qui. E’ una preoccupazione legittima soprattutto per chi lavora distante da casa e ha incombenze famigliari oppure per chi vuole mantenere un work-life balance equilibrato, ma una domanda così diretta rischia di essere poco elegante.

Meglio approcciare la questione con domande come: “Qual è la giornata tipo?” oppure “Quali sono i periodi di maggiore attività?”

Tra le domande da non fare al recruiter ti segnalo anche questa: “Sono previste promozioni e in che tempi?”

E’ una domanda troppo precoce per il primo colloquio. Non sai ancora se sei stato scelto tu e già vuoi sapere la tempistica di possibili promozioni? Meglio informarsi sulle possibilità di crescita interna (mi riferisco soprattutto ai più giovani).

In generale tutte le domande che mettono in assoluto primo piano te e i tuoi bisogni rispetto (e a discapito) dei bisogni dell’interlocutore rischiano di minare il percorso della tua candidatura.

Da bandire domande confidenziali al recruiter (“da quanto tempo lavora qui?”), domande poco professionali (“Ci sono colleghe donne?” se sei uomo) o poco attinenti (“Lei per quale squadra tifa?”)

No anche a domande su com’è andato il colloquio appena concluso sia perché rischi di apparire insicuro sia perché metti in imbarazzo il tuo interlocutore. Al massimo, chiedi “Ha qualche dubbio sul mio profilo?” oppure “Quando posso avere un feedback? Sai indicarmi una tempistica a tal proposito?”

Ti suggerisco di evitare anche domande che un buon candidato dovrebbe già conoscere come per esempio di cosa si occupa l’azienda.

Ricorda che l’incontro deve essere profittevole per entrambe le parti, quindi devi assolutamente fare delle domande al recruiter per capire se è l’offerta giusta per te e non solo per dimostrare di essere all’altezza. Quindi sono da evitare frasi come “No, tutto chiaro, grazie ma non ho domande””, scene mute o “rossori” di imbarazzo quando verrai invitato a fare delle domande, altrimenti potrai essere valutato come disinteressato o, peggio ancora, poco motivato.

 

Nel prossimo articolo “3 ottime domande da fare al selezionatore”.

Intanto dai un’occhiata a questo video  https://www.youtube.com/watch?v=gkryA2hXhwI

Ti aspetto, a presto.

Michele