Come trovare lavoro in tempo di crisi?

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Come trovare lavoro in tempo di crisi?

 

 

Ogni giorno decine di migliaia di persone si svegliano e, dopo aver sorseggiato un caffè, cominciano la loro quotidiana ricerca di un impiego.

Molti giovani e non solo, stanno letteralmente scappando all’estero per cercare un lavoro stabile, più meritocrazia e una vita dignitosa. Allo stato attuale infatti l’Italia è ancora molto indietro rispetto ai paesi veramente avanzati. Mettiamoci l’anima in pace: sia io che te siamo nati nel posto e nel momento sbagliato per trovare lavoro con facilità.

Chi resta qui combatte ogni giorno con centinaia di altri candidati che inseriscono il loro CV nei database aziendali e il colmo è che spesso i selezionatori non hanno nemmeno il tempo materiale per leggerli tutti!

Fatte queste premesse non particolarmente positive, è però possibile equipaggiarsi in modo efficace per trovare lavoro con meno affanno.

Il modo migliore per trovare lavoro in tempo di crisi è organizzarsi con un metodo che ci consenta di non stare troppo tempo senza un’occupazione. Facile a dirsi, ma come possiamo fare?

In questo articolo ti suggerisco 3 step da seguire per approcciarsi in modo efficace alla ricerca attiva del lavoro.

 

Il primo passo è quello di conoscere meglio se stessi. Solo così saremo in grado di proporci agli altri.

Purtroppo, nessuna scuola o nessun corso di laurea fornisce le adeguate cognizioni per svolgere immediatamente un lavoro e questo fa sì che soprattutto i giovani si presentano con poco “potere contrattuale” nel mondo del lavoro.

Quindi prima di fare a sportellate con gli altri candidati è necessario analizzare bene le proprie competenze.

E allora cosa fare?

Lo so che non è bello scriverlo (e tantomeno leggerlo) ma almeno inizialmente dovremo mettere da parte i titoli che abbiamo conseguito e chiederci:

“Cosa siamo in grado di fare?”

“Vogliamo lavorare nel settore del turismo?” Miglioriamo la conoscenza delle lingue straniere

“Vogliamo lavorare nel settore informatico?” Miglioriamo le competenze più richieste dal mercato del lavoro

“Vogliamo lavorare nella comunicazione?” Cosa aspettiamo a crearci un blog o a creare un social media planning.

Se non sappiamo da dove iniziare, diamo uno sguardo su Internet alle statistiche di assunzione. Ci serviranno per farci un’idea!

Se non ci specializziamo in qualcosa, non abbiamo speranze di andare oltre la soglia di sopravvivenza. E quindi anche il nostro stipendio sarà appena sufficiente per garantirci di arrivare a fine mese. Più ci specializziamo, più diventiamo “merce rara” e quindi anche il nostro stipendio salirà. Per specializzarsi non ci serve necessariamente spendere un sacco di soldi per corsi o master di migliaia di euro, ma servirà soprattutto tempo e motivazione nell’impegnarci in qualcosa che realmente ci appassiona e ci spinge a sapere sempre di più e a diventare esperti del settore.

 

Specializzarsi vuol dire renderci unici. E siamo al secondo suggerimento.

Quando prepariamo il CV e la lettera di presentazione non dobbiamo fare copia-incolla da altri modelli o usare il modello europeo senza nessuna personalizzazione.

Con il CV dobbiamo distinguerci, raccontando le nostre principali competenze e quello che sappiamo fare meglio, soprattutto nella parte iniziale (la prima pagina). Anche se non ci riteniamo bravi nello scrivere il curriculum, è importante che il contenuto sia solo tuo e non un’infelice copia conforme di altri modelli pescati nel web.

Di fronte a due laureati con 110 e lode, il selezionatore sarà influenzato in maniera più positiva da quel candidato che è riuscito a mettere in evidenza quelle che sono le sue qualità e i suoi talenti.

 

Puntiamo sempre sulle nostre competenze e non “sulla disperazione”.

Attenzione, questo non vuol dire che ci si deve vergognare di uno stato di necessità ma essere consapevoli che non è efficace in termini di risultati!

Ci sono situazioni veramente al limite con persone che a 50 anni e con una famiglia da sostenere perdono il lavoro ma è difficile che un imprenditore o CEO di un’azienda dia un’opportunità a chi spende come unica skill quella della “disperazione”. Devo ammettere che a volte “la strategia dell’ultima spiaggia” funziona e la persona viene assunta ma c’è il rischio di un effetto boomerang. Non ho problemi a dire infatti che ci sono sciacalli nel mondo del lavoro che sono pronti a sfruttare queste situazioni di debolezza delle persone, offrendo loro orari e paghe “da fame”, sapendo che non possono dire no.

 

Ora abbiamo capito cosa ci può distinguere dagli altri candidati e abbiamo realizzato il nostro bel CV originale con la nostra lettera di presentazione ad hoc. Ma ci siamo ricordati di curare la reputazione on line?

Lo sapete cosa fa un selezionatore prima di assumerci?

La maggior parte tende a cercare su Google e su Facebook il nome del candidato per farsi un’idea.

Se usiamo Facebook dobbiamo avere l’attenzione di non rendere pubblici i post e limitarli agli amici.

Se creiamo un profilo LinkedIn, aggiorniamolo frequentemente e, soprattutto, curiamolo in modo professionale con foto ed elenco delle competenze. Ho realizzato un video per ottimizzare il proprio profilo su LinkedIn che potrai trovare cliccando su:  https://www.youtube.com/watch?v=A0GVcMGmpH0&t=196s

Se abbiamo scritto in qualche blog o chat facciamo attenzione ai commenti che scriviamo perché di tutto rimane traccia e concorre a creare la nostra reputazione.

 

Michele Di Clemente