MENTIRE O NO NEL CV?

Pubblicato il Pubblicato in Chi sono

Sono consapevole del fatto che specialmente nel Sud Italia dove la disoccupazione ha raggiunto livelli altissimi, la situazione può essere così critica da spingere molte persone a mentire sul CV per ottenere (almeno!) un colloquio di lavoro. 

Ma è efficace? Porta effettivamente dei risultati? E’ opportuno MENTIRE O NO NEL CV?

In ogni caso mentire non porta nessun risultato, perché si viene ben presto sbugiardati. E se anche fossimo assunti potremmo addirittura essere licenziati e denunciati per dichiarazioni mendaci. Quando si mente, anche in buona fede, viene meno la fiducia, condizione necessaria per un rapporto proficuo di lungo termine. 

Quell’esperienza a cui si è fatto cenno non è stata svolta? Le date non combaciano? Non si possiede il titolo di studio o il certificato richiesto? L’ultimo stipendio conseguito non è effettivamente quello dichiarato? Non conosciamo fluentemente l’inglese, così come avevamo riportato sul CV? 

Tutti questi bluff salteranno agli occhi di chi dovrà prendere la decisione finale. Questo può avvenire in fase di colloquio valutativo o quando ci verrà chiesto di portare i documenti al momento dell’assunzione o semplicemente con una telefonata al precedente datore di lavoro. Oltre ad aver perso tempo, avremmo consumato inutilmente energie nervose e intaccato la fiducia in noi stessi.  

Cosa si può fare allora? Possiamo prendere una serie di accorgimenti per migliorare la candidatura e trovare dei punti di contatto tra il nostro profilo e quello richiesto dall’azienda. 

Nel fare questo è possibile edulcorare alcuni aspetti che potrebbero minare la candidatura. 

Rimuovere alcune informazioni che possono allontanarci dal profilo ideale ricercato dall’azienda è uno di questi. Non c’è bisogno di dire tutto con il CV, ma dovremmo scegliere le esperienze di lavoro, le competenze e i risultati che hanno il solo scopo di sostenere il nostro obiettivo: ottenere un colloquio. Selezionare alcune informazioni e tralasciarne altre non vuol dire mentire; stiamo solo comunicando le cose che, di volta in volta, riteniamo rilevanti.  

Potremmo anche non menzionare la data di nascita per non essere discriminati (in alcuni paesi europei e non solo è già vietato chiedere questa informazione). Questo dato mancante verrà notato da chi leggerà il CV, ma se il nostro profilo è in linea con quello che si sta cercando, le probabilità di essere contattati sono comunque buone. 

Quindi la risposta alla nostra domanda iniziale MENTIRE O NO NEL CV? è chiara: NON DEVI MENTIRE.

Né tanto meno dovremmo mentire in fase di colloquio. Magari a volte succede di dire qualche bugia e farla franca, però bisogna ricordarsi che di fronte ci sono persone che molto probabilmente fanno questo lavoro da anni e quotidianamente incontrano decine di candidati avendo così affinato nel tempo la capacità di scovare le menzogne.  

Quindi il consiglio è prepararsi al meglio al colloquio, senza vendersi per quello che non si è. 

Come? Spiegando chi siamo, da dove veniamo (soffermandoci su esperienze rilevanti con esempi, storie e numeri per essere più credibili), cosa ci rende unici (portando esempi concreti di avere le capacità che diciamo di avere) e cosa ci motiva (dimostrando entusiasmo, studiando l’azienda e toccando gli argomenti giusti)