domande in un colloquio di lavoro

LE 3 DOMANDE CHE I SELEZIONATORI TI FARANNO IN UN COLLOQUIO DI LAVORO

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Scopriamo le 3 domande che i selezionatori ti faranno sicuramente in un colloquio di lavoro e in che misura le tue risposte potranno convincerlo ad assumerti o meno.

La prima domanda è di solito una domanda aperta: Parlami di te. 

Sembra una domanda banale, alla quale però spesso molti candidati sembrano smarrirsi o non prendere liberamente una direzione nell’iniziare una conversazione. Molte volte mi sento rispondere: “ Mi faccia una domanda precisa, la prego” o “Da dove inizio? Dagli studi o dalle esperienze lavorative?

Evitate di fare queste considerazioni che denotano una mancanza di sicurezza a di iniziativa. Ti viene data un’occasione per presentarti e fare colpo! Non sprecarla con una domanda o con una richiesta.

L’obiettivo del selezionatore è quello di testare le tue abilità di interazione, il tuo impatto comunicativo, la tua iniziativa e la confidenza con te stesso.

Le 3 domande che ti faranno in un colloquio di lavoro
domande in un colloquio di lavoro

Se sei timido, questa domanda aperta può sbloccarti e prepararti per le successive. 

Non fare l’errore di dilungarti troppo nella risposta, cercando di dire tutto e subito. E’ solo l’inizio e sicuramente con le domande successive avrai modo di fornire maggiori dettagli.

Se risponderai a questa domanda partendo dalle tue esperienze lavorative, dovrai focalizzarti principalmente su quelle più coerenti con la posizione per la quale ti stai presentando.

Cosa ti aspetti di diventare tra 5 anni? Dove ti vedi tra 5 anni? 

Spesso mi è capitato di ascoltare alcune considerazioni negative da parte dei candidati sulla bontà e sull’efficacia di questa domanda. Condivido le loro perplessità e di solito non la pongo ai candidati per una serie di ragioni che però non affronto qui perché non inerente al tema di discussione.

domande in un colloquio di lavoro

Fatte salve queste considerazioni, bisogna partire dal fatto che però è molto frequente tra chi fa selezione ed è quindi opportuno non sottovalutarla o dare l’impressione di snobbarla.

Ovviamente non c’è una risposta giusta: con questa domanda il selezionatore vuole conoscere i tuoi obiettivi professionali, le tue ambizioni e le tue motivazioni. 

Nella risposta cerca di dare rilevanza a ciò che otterrai da uno specifico ruolo o ambiente professionale a cui ambisci (non basta dire “Mi vedo come Responsabile dell’Area Finance“).

Spiega il vantaggio professionale che maturerai in questo arco temporale e fai un elenco delle competenze e capacità a cui tendi, quasi come se stessi presentando la parte terminale di un piano che già hai pianificato.

Più sarai specifico e meglio sarà.

Una risposta arrogante “ Mi vedo al suo posto” è sconsigliata, se non fuori luogo.

Perché vuoi lasciare il tuo lavoro attuale? o”Perché hai lasciato il tuo precedente lavoro?”

Questa è un’altra delle domande in un colloquio di lavoro che può influire sull’esito finale della tua candidatura.

A meno che tu non abbia mai lavorato 1 giorno nella tua vita, dovresti essere in grado di saper argomentare il perchè.

In alcuni casi la risposta è ovvia, come quando si termina un lavoro perché era legato ad un’esigenza momentanea dell’azienda. Altre situazioni richiederanno ulteriori spiegazioni.

È cruciale evitare di raffigurare te stesso SOLO come una persona insoddisfatta. Spesso lo facciamo senza rendercene conto nei toni e nei commenti che utilizziamo, in quanto si basano su emozioni difficili da controllare razionalmente.

Al contrario, piuttosto che parlare male dell’azienda, concentrati sulle nuove opportunità che stai cercando.

Il modo più semplice per bilanciare professionalità e malcontento è quello di parlare solo di problemi di cui non ritieni responsabile il tuo datore di lavoro.

Non per essere buonisti, ma perché comunicativamente il tuo focus è INEFFICACE.

Sottolinea la direzione chiara a cui tendi, piuttosto che fuggire da una situazione negativa.

Anche se la tua azienda sta tagliando risorse, metti in risalto quello che ti piace della posizione aperta e non far lasciare la stanza all’intervistatore con un fraintendimento su quello che gli hai appena veicolato durante il colloquio.

Nei prossimi articoli, vedremo insieme le altre domande tipiche di un colloquio e come rispondere.

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